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Integra il delitto maltrattamenti in famiglia,
l'impedire alla persona offesa di essere economicamente indipendente,
quando i comportamenti vessatori siano suscettibili di provocarne un
vero e proprio stato di prostrazione psico-fisica e le scelte economiche
e organizzative assunte in seno alla famiglia, unilateralmente imposte,
costituiscano il risultato di comprovati atti di violenza o di
prevaricazione psicologica.
Lo status di figlio è stato oggetto di importanti interventi sia
legislativi che giurisprudenziali negli ultimi quindici anni: in forza
dell’affermazione dell’unicità dello stato di figlio che è stato il
principio ispiratore della riforma della filiazione 2012-2013, «tutti i
figli hanno lo stesso stato giuridico» (art. 315 cod. civ.), a
prescindere dalla loro posizione nella rete dei rapporti familiari (art.
74 cod. civ.), nonché dalle situazioni giuridiche soggettive del figlio
(art. 315-bis cod. civ.).
Due sentenze dell’inizio di questo anno ci preannunciano nuove
auspicate aperture in relazione a due ambiti nei quali ancora, del tutto
irragionevolmente, il nostro ordinamento presenta forme di grande
rigidità.